Bronsky Beat, "Age Of Consent"


I Bronski Beat, terzetto di Brixton che visse una sola stagione sull’onda del successo planetario di "Smalltown Boy"e di "Why?" (il leader, Jimmy Sommerville molla dopo il primo disco per formare i Communards). Sono proprio i grandi singoli estratti da “Age Of Consent” a distogliere lo sguardo da un album, la cui caratura artistica meriterebbe attenzione anche a prescindere dalle due hit citate. 

Il disco fa riferimento, senza mezzi termini all’età del consenso per le relazioni omosessuali/omoaffettive, e il triangolo rosa in campo nero, posto al centro della cover, è il simbolo utilizzato dal movimento per la liberazione degli omosessuali. Understatement zero: il disco va subito al nocciolo della questione, senza incertezze. 

"Smalltown Boy", ballata electro in grado di concentrare in cinque minuti tutte le malinconie e le violenze all'interno di quel mondo, in quegli anni. Chiarissima nel veicolare un messaggio attraverso slogan. La prima top hit dei Bronski Beat utilizza il racconto e il video per esplicitare il messaggio: la piccola provincia british, l’intolleranza, l’impossibilità di far comprendere, la solitudine interiore, la vittima di abusi che diviene automaticamente il colpevole delle propri "diversi" orientamenti sessuali.

Non soltanto i contenuti rendono “Age Of Consent” uno dei migliori dischi prodotti nei tanto sputtanati anni 80. Anche se tutti lo ricordano per i due singoli più suonati, le uniche due canzoni di cui i posteri hanno memoria e per il falsetto soul di Jimmi Sommerville, un grande cantante quando tiene sotto controllo quel suo style da vecchio teatrante, nelle pieghe meno conosciute dell’album si nascondono autentici gioielli, costruiti con i piedi fortemente piantati nel presente (di allora) ma capaci di maneggiare con intelligenza soul, blues e le ritmiche disco del precedente decennio.

Questa versione acustica del 2014 è un piccolo gioiellino che, inevitabilmente, ci riporta su quel treno che veloce scappava dall'oppressione verso la liberazione.

di Laura Denu