Ismael Lò, altro che pop africano


Nato nel Niger da padre senegalese e madre nigeriana, dagli esordi artistici si è guadagnato la definizione di Bob Dylan africano. Dalla fine degli anni ’70, quando cantava con i Super Diamono, è una vera star del pubblico senegalese.
E in Europa si è fatto apprezzare come leader grazie a una serie di uscite felici durante gli anni ’80.

Si da bambino ama la chitarra, che ascolta alla radio. Negli anni '70 studia alla Art School di Dakar, in particolare arte pittorica, e continua a suonare la chitarra e l'armonica. 

Ismael Lo è un musicista (suona chitarra e armonica) senegalese nato in Niger da padre senegalese e madre nigeriana di etnia peul il 30 agosto 1956. Si unisce, nel 1979, al gruppo Super Diamono (con cui incide il primo album nel 1981) e con cui suona mbalax (genere musicale senegalese cresciuto tra i griot wolof) e blues. Dal 1984 intraprende la carriera solista recandosi in Spagna.

Nel 1990 incide in Francia l'album "Ismael Lo" da cui è estratto "Tajabone"  che lo fa decollare tra le star della musica internazionale e che sarà poi usato, nel 1999, da Pedro Almodovar nel film "Tutto su mia madre." Da allora entra nella sfera degli artisti della worldmusic, alternando e mescolando sapientemente incisioni di melodie alla chitarra con musica tradizionale senegalese.


Il tajabone è una festa musulmana che si celebra alla fine del Ramadan, è il tempo in cui gli angeli scendono tra gli uomini per chiedere loro un resoconto del bene e del male che hanno seminato, il digiuno lascia il posto alla gioia e i bambini vanno di casa in casa, ballando e cantando, per portare doni e ricevere in cambio frutta, biscotti e vestiti.

A noi non smette mai di commuoverci!

di Laura denu