"Dangerous": l'ultima eredità di Michael Jackson


Come scrissi per Madonna: "Inutile far finta che non esista e storcere il naso ogni volta che si parla di musica Pop."



24 anni fa usciva "Dangerous", l’ottavo album di Michael Jackson, pubblicato nel 1991 di cui sono state vendute circa 48 milioni di copie nel mondo. Quarto album nella Billboard Charts più venduto al mondo. Parte del successo fu grazie “Black or White“, singolo di lancio del disco, il cui video fu girato dallo stesso regista di “Thriller” John Landis, in cui figura l’attore di “Mamma ho perso l’aereo” l’attore Macaulay Culkin. Il video divenne uno dei video più costosi di sempre con il costo di 1,5 milioni di dollari e al debutto in contemporanea su diverse TV in tutto il mondo ebbe un successo strepitoso con un’audience mondiale 500 milioni di telespettatori. 

"Dangerous" fu il primo disco solista di Jackson non prodotto da Quincy Jones che ha sempre svolto un ruolo fondamentale all’interno dei suoi album. Metà album venne prodotto da Teddy Riley, mentre l’altra metà conteneva una produzione dello stesso Jackson e di Bill Bottrell. 

Considerato il miglior album di Michael Jackson, ed uno dei più importanti della storia del pop; è presente nella classifica “Definitive 200”, stilata dalla “Rock and Roll Hall of Fame”, che presenta i 200 migliori album di tutti i tempi, al 115º posto. Oltre a vendere milioni di copie Dangerous vinse molti premi, tra cui quello di miglior album pop-rock dell’anno agli American Music Awards del 1993 e quello di miglior album R&B dell’anno ai Soul Train awards del 1992. 

Il disco si apre con Jam, brano che il cantante utilizzerà nell’apertura dei concerti del “Dangerous World Tour”. La canzone svela la svolta artistica del nuovo lavoro della popstar americana e ha una parte rap di grande impatto. Con il genere New Jack Swing modernizza i suoni e le melodie dell’album, che per questo è considerato l’album più sperimentale e completo di Michael Jackson.


Artwork by Mark Ryden

Per la copertina dell’album Michael Jackson contattò il celebre illustratore Mark Ryden (esploratore di un nuovo movimento artistico che lui stesso definisce Surrealismo pop). Pare che gli diede solo alcune indicazioni di base, contando sulla creatività dell’artista e sapendo quanto quest’ultimo fosse appassionato di manifesti del circo di inizio secolo. Gli chiese di utilizzare tutto ciò che aveva sentito dire su di lui per riempire di particolari uno strepitoso disegno con immagini e simboli della vita della star per comporre una sorta di luna park visionario. Gli disse che voleva apparire “misterioso” e il risultato non fu pronto prima di 6 mesi. 

Tra i personaggi in primo piano si riconosce il volto di Phineas Taylor Barnum, il vecchio mistificatore e millantatore, pioniere degli spettacoli circensi statunitense ritratto come uno dei presidenti degli stati uniti sulle banconote. Sulla sua testa Mihaly “Minchu” Meszaros, vestito di tre colori primari, rosso giallo e blu, con il guanto bianco di MJ in Billie Jean., alto poco più di 83 cm, il performer circense simbolo storico del Circo Ungherese che ha vestito i panni di Alf nell’omonima serie televisiva degli anni 80 e ha fatto parte dello spettacolo “Greatest show on earth” dello stesso circo di Barnum. 

"Dangerous", insieme a "Remember the time" e "In the closet" , i brani più coinvolgenti dell'album. Che confermano, se necessario, il maggiore grande talento creativo della storia del pop internazionale.
Sono in molti a sostenere che se il "Dangerous World Tour" fosse stato completato, e la title-track fosse stata pubblicata come singolo, Dangerous avrebbe eguagliato Thriller in fatto di vendite.

"Dangerous" può essere considerato l'ultimo grande album di Michael Jackson, uno tra i personaggi musicali che più ha influenzato il costume la cultura pop post anni '70. Artista controverso e fragile, generoso e oscuro nel cammino della sua  fiaba irrisolta e mai con un lieto fine. Qui il live della title track dell'album agli MTV Awards del 1995, tagliente e sinistra, un concentrato di Jackson-Style al 100%. 

Cassa dritta, sinth e controtempi in pieno stile electro, accompagnati dall'inconfondibile strumento vocale di Michael. Nessuno come lui aveva una cosi istintiva empatia col ritmo e le atmosfere di grande impatto emotivo, dato inoppugnabile, anche per i meno estimatori.