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Mentre gli estimatori dei New Order, come molti di noi, si prenderanno il tempo di metabolizzare le tante novità del nuovo "Music Complete" e di apprezzarne o meno il valore musicale - visto che anche sotto il marchio "Joy Division" ci avevano abituati a progetti molto interessanti - è d'obbligo fare un passo indietro ripartendo dall'anno vincente dei New Order, (1983), e del vinile maxi single 12inch (7:30 min) più venduto di tutti i tempi.

Con 3.200.000 copie "Blue Monday" nel solo 1983 entrò in classifica 2 volte, a marzo raggiunse il 12° posto, per poi rientrarci ad agosto nella nona posizione.

A tutt'oggi è il sessantanovesimo singolo più venduto nel Regno Unito. 

In breve, questi risultati non si sono mai più ripetuti nè per l'allora quartetto sinth-pop Gillian Gilbert, Peter Hook, Stephen Morris e Bernard Sumner, tantomeno per un Maxi Single che nasce come pattern per i dance club britannici ma soprattutto per tornare ai live show con qualcosa di nuovo e straordinario: riaccendere i sintetizzatori e scatenare le masse discotecare impigrite dalle polveri della Disco Music '70 made in USA. 

Loop ossessivo in semicrome della drum Oberheim DMX, sequencer, moog source, ed il basso graffiato di Peter Hook che accompagna la voce di Bernard Sumner.


Per farla breve, il brano EDM per antonomasia dei New Order, che più ha rappresentato la matrice originale della HI-Energy '70/'80. Un mood che lega a filo doppio la scuola moroderiana, kraftwerkiana con quella delle produzioni di Patrick Cowley per il compianto Sylvester e alcune delle produzioni tedesche di fine anni '70 primi anni '80 della grande trazione dei Musicland Studios di Monaco di Baviera, fondati proprio dallo stesso Giorgio Moroder.

Questa versione di "Blue Monday" live in Berlin (2012) è la più tecnicamente riuscita in un loro live - addirittura superiore nella sua struttura ritmica e melodica alla versione originale in studio - che si amplifica ed esplode in tutta la sua enorme potenza oscura nella rappresentazione perfetta dei suoni di sintesi magistralmente riprodotti in un live. 
Le contraddizioni e le imprecisioni ritmiche di "Blue Monday" ne hanno fatto un must nella storia della musica elettronica per ballare, ma tutti siamo convinti che vada oltre questo marchio, che appare come una soluzione sbrigativa e superficiale. 



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