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Il 15, 16 e 17 Settembre in Italia arriva Amy, la pellicola di Asif Kapadia sulla regina del soul morta nel 2011 a soli 27 anni. il film documento sulla breve intensa vita di Amy Winehouse, scomparsa nel Luglio 2011. Video in anteprima e materiale inedito presto nei cinema di Roma, Milano e tantissime altre città italiane. Una data di uscita non casuale,  per ricordare che le parole possono essere ancore di salvezza ma anche insopportabili macigni sulla  vita di chi sta per annegare.
Un documento da vedere perchè ci ricorda che può esistere un'artista interessata solo all'arte e aver paura del successo, tanto da sdegnarlo e addirittura disprezzarlo ed esserne schiacciata.

Il linguaggio giornalistico li chiama Club 27.  Sono quel gruppo di artisti  rock, morti proprio a 27 anni. Come Jimi Hendrix, Janis Joplin e Jim Morrison, icone dell’età d’oro del rock, a cui nei ’90 si è unito Kurt Cobain e solo recentemente la leader contemporanea del soul bianco Amy Winehouse. Una artista dal talento straordinario, capace di riportare al successo il blues nell'ultimo decennio, segnato dalla musica dance, elettronica e pop.
 

E se non bastasse c'è la sua musica, le sue canzoni rigorosamente e tragicamente autobiografiche, e allora ovviamente arrivano ancora più forti, più intense. Come poter gestire l'emozione di un pezzo come Love is a Losing Game dopo averlo calato in mezzo ai suoi fantasmi di vita tra dissoluti amori, dipendenze varie, resurrezioni. Come reggere l'ironia di Rehab  e l'oscura danza di Back to black, dopo averla vista sfatta e straziata da abusi di ogni tipo. I crolli, la droga, l'alcol il suo amore distruttivo per Blake Fielder-Civil, che ha sposato e col quale ha vissuto l'oblio della disperazione.

Lei era un'aliena, un'anima antica catapultata nella modernità, come un' opera d'arte, troppo vera e fragile per reggere il peso della vita e del successo. Un prodigio così irripetibile, lasciato a se stesso sprofondare, distruggersi senza un'ancora che la tirasse a galla. Per questo bisogna vedere questo film. 

Una storia sommamente ingiusta, tanto da farci sentire responsabili, come lo siamo di fronte ai disastri ambientali, alle guerre, ai soprusi. Credo che un'artista del suo calibro , non solo poteva, ma doveva essere salvata, al contrario come in un format che si ripete, è morta nella più totale solitudine e questo è perlomeno anomalo anche se ricorrente nella vita dei grandi artisti. 

Le emozioni che ci aspettano non sono la norma di questi tempi. Immagino nulla di consolatorio e rassicurante.  Non lasciamoci scappare questa occasione, potrebbe essere preziosa, imperdibile, bella e di gran peso emotivo, tanto quanto lo erano le canzoni di Amy Winehouse, con la sua drammatica e magnetica magia. E potrebbe essere anche fin troppo insopportabile!

Intanto qui il trailer ufficiale di Amy


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