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Ci sono essenzialmente due direzioni da seguire quando si valuta una colonna sonora di un film: prima è guardare quanto la narrazione musicale completa la storia ed è integrata al racconto dei luoghi e dei suoni riprodotti sullo schermo. Il secondo approccio è quello di ascoltare la colonna sonora per i suoi meriti, senza preconcetti sulle sue interconnessioni con il dialogo e l'azione. In breve, può una colonna sonora essere apprezzata per la musica e nient'altro che la musica, anche al difuori di uno schermo?

Alberto Iglesias

In merito io prediligo il secondo approccio. Nel caso del compositore spagnolo Alberto Iglesias, è d'obbligo una particolare attenzione per il suo lavoro cinematografico, apprezzato e pluri premiato in tutto il mondo negli ultimi 20 anni. In un'epoca in cui le partiture orchestrali originali non sono più la norma, Iglesias è perfettamente adatto per restituire spessore e dignità a tale arte musicale. Anche senza le immagini Iglesias è un'eccellenza nel produrre musica che è al tempo stesso cerebrale nella sua complessità ed emozionale nei suoi effetti.

Una tra tante, la soundtrack di "Tinker Tailor Soldier Spy" (La Talpa), è stata descritta come "jazzy", ma io ho il sospetto che questo linguaggio abbia più a che fare con la scelta degli strumenti usati che con qualsiasi sensazione intima o con lo stile di certe scelte musicali dell'autore. Gli assoli, per esempio, sono brevi e in sordina, i toni più Stravinsky che Ellington. Il sapore è completamente continentale. Linee di tromba e oboe in varie mutazioni di tempo, arrestate e riprese, come  l'investigatore metodico nel suo viaggio investigativo.  Miscele melodiche di pianoforte, archi, arpa e chitarra acustica forniscono correnti sotterranee di forte tensione musicale.

Alberto Iglesias effettivamente regala ogni volta un'esperienza indimenticabile, anche se è difficile slegarsi dalle immagini mentali attraverso le quali la sua musica ci arriva.  

Fin dalla sua nascita negli anni '80 ha composto più di 30 colonne sonore per i più prestigiosi registi spagnoli d'avanguardia: Pedro Almodóvar, Julio Medem, Carlos Saura.  Ha anche composto colonne sonore per il cinema internazionale:
"The Dancer Upstairs" di John Malkovich,  "The Constant Gardener" del regista brasiliano Fernan  Meirelles, ispirato al romanzo di John Le Carré e interpretato da Ralph Fiennes e Rachel Weisz, "Il cacciatore di aquiloni" (The Kite Runner) di Marc Forster, tratto dall'omonimo best-seller di Khaled Hosseini.  E ancora "Che", film biografico del 2008 diretto da Steven Soderbergh, basato sulla vicenda del rovesciamento della dittatura cubana di Fulgencio Batista da parte di Ernesto "Che" Guevara, interpretato da Benicio del Toro....

E 'stato il primo compositore Spagnolo candidato all'Oscar Academy Awards 2005 nella categoria di Migliore colonna sonora originale, e ancora vincitore dell'European Film Awards con Volver,  Gli abbracci spezzati  di Almodovar e La talpa di  Tomas Alfredson. Candidato a quattro Premi Oscar, dieci Premi Goya vinti, uno di questi col capolavoro di Almodovar "Tutto su mia madre", due Music & Sound Awards...
E' dello scorso anno la sua ultima produzione musicale per il grande schermo nel film Exodus - Dei e re (Exodus: Gods and Kings), di Ridley Scott. 

Alberto iglesias rispecchia appieno il concetto secondo cui solo pochi artisti non potevano essere altro che Grandi Artisti. Anche se di scuola classica non si è mai risparmiato nello sperimentarsi, dalle opere orchestrali alle composizioni elettroniche che ha saputo mescolare insieme e gestire con grande talento e magia. La sua opera è veicolata maggiormante dal cinema e proprio in merito a questo amo tributarlo con il film che probabilmente lo ha reso più visibile alle platee mondiali, "Tutto su mia madre", tredicesimo lungometraggio di Pedro Almodovar (1999).  

Film in cui Almodovar sublima la sua ossessione per l'universo femminile che qui trabocca di riferimenti (fin dal titolo, che riprende "All About Eve" di Joseph L. Mankiewicz) e omaggi più o meno espliciti....
Ma è soprattutto femminile il messaggio del film, un racconto dove le figure maschili sono fantasmi allo sbando, ombre avvizzite da una società in rovina. Spetta così a questa curiosa "sorellanza" l'impresa di incarnare tutta la fluidità dell'essere umano, attraverso i sentimenti, l'allegria, il coraggio, le lacrime. E con la puntuale fisicità al solito prorompente, che può trovare anche nella condizione transgender al silicone (Agrado) una sintesi assolutamente autentica. 

Dalla colonna sonora del film, eseguita dalla Filarmonica di Praga, un brano che amo in modo particolare grazie anche all'interpretazione dal cantautore e musicista senegalese Ismaël Lo, che insieme alla musica di Iglesias hanno prodotto proprio come un marchio a fuoco "Tajabone", una ballade mistica di chitarra, armonica e voce. Un viaggio persino troppo pesante da sopportare per chi ama la musica e non per chi si limita ad ascoltarla.