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Chitarra e compagno di palco e di studio di Sting da quasi 20 anni, Dominic Miller, nato nel 1960 a Buenos Aires, da padre statunitense e madre irlandese, si è formato nello studio della chitarra frequentando il prestigiosa Berklee College of Music di Boston e la Guildhall School Of Music di Londra. Accanto alla carriera solista ("First Touch", "Second Nature", "Third World", "Fourth Wall": questi i titoli degli album precedenti), sin dalla fine degli anni Ottanta è un apprezzatissimo musicista da session.
La lista delle sue collaborazioni è tanto variegata quanto ampia.Chieftains, Manu Dibango, Paul Young, Bryan Adams, Luciano Pavarotti, Sarah Jane Morris,  Peter Gabriel, Pat Metheny, Tina Turner, The Pretenders, Boyzone e The Backstreet Boys.
E da "The Soul Cages" (1991) in avanti, Miller è stato coinvolto in ogni album di Sting; ha suonato più di un migliaio concerti con l’ex leader dei Police ed è coautore di hit del calibro di "Shape Of My Heart".

«Dominic è come la mia mano destra e sinistra», ha dichiarato una volta l’ex Police. E, considerando il perfezionismo di Sting, non è certo un complimento da poco. Dominic Miller ha un suono immediatamente riconoscibile, deciso e solido, ma al contempo carezzevole. E ha un'abilità, dote innata sicuramente, quella dell'autocontrollo, del non strafare e di suonare pensando alla melodia con tutti gli armonici che gli vengono in mente. La musica di Dominic Miller è fatta di atmosfere tipiche della World Music ricche di pathos ove ogni idea evoca i sapori dei paesi che lo hanno ispirato. I suoi riff di chitarra hanno segnato le pagine più importanti della storia del rock.

Lo "charme" intimista e sensuale della chitarra di Dominic Miller ci da un ritratto unico, serio e composto di questo grande musicista. Non è da trascurare la sua produzione solistica iniziata con First Touch nel 1995. Da allora si sono susseguiti altri nove album fino al 2014 che vede l’uscita del suo undicesimo lavoro da solista “AD HOC”. Registrato in Germania con l’aiuto di grandi musicisti quali Rhani Krija (percussioni), Lars Danielsson (Violoncello e Contrabbasso), Eda Zari (cori), Sebastian Stubnitzky (tromba) e Peter Tickell (violino), può essere considerato l’album più complesso e forse più completo di Miller, da cui è tratto questo gioiello "Exiting Purgatory".

E infatti l'ultima fatica di Miller è un lavoro che sgorga amore e passione. Come per le pubblicazioni precedenti il musicista dalle origini anglo-argentine ha profuso sangue, sudore, dedizione, ispirazioni mistiche e magia. Del resto non vorrebbe e non potrebbe fare altro che portarci "altrove" con la sua opera dal valore inestimabile.


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